Khorasan Italiano – Il Frumento del Futuro

Il Khorasan italiano

Capita ogni tanto, che la storia prenda una nuova strada, in questo caso migliore della precedente, e così, infatti, è successo al grano Khorasan italiano, grazie a Tommaso Carone, rampollo d’una famiglia di agricoltori di Altamura, da secoli legata alla terra, proprietaria di una azienda agricola nell’agro di Matera in Basilicata, al confine col territorio di Altamura, in Puglia.

Figlio di contadini nonché ingegnere con lunghe e impegnative esperienze internazionali, aveva deciso di tornare a casa per continuare l’attività paterna, prendendo la direzione dell’azienda agricola di famiglia, dove si produceva da sempre il grano Khorasan. Così l’ing. Carone, uomo dalle visioni lungimiranti e concrete, assieme ai figli Giovanni e Daniele, ha da subito coinvolto altri agricoltori lucani e pugliesi nella coltivazione del grano Khorasan, seguendo i più severi criteri biologici, a garanzia dei consumatori e qualificando il suo Khorasan con un secondo nome: “SANTACANDIDA®”.

Con Tommaso Carone, persona straordinaria per cultura e saperi scientifici, abbiamo assieme ripercorso la storia di questo grano, che è al di sopra delle classificazioni di “duro” e “tenero”, avendo caratteristiche uniche e inconfondibili.

Nell’antichità, probabilmente fin dalla preistoria, veniva coltivato in tutta la Mezzaluna fertile, dalla Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate e fino all’Egitto (dove si rifornivano anche Ebrei, Greci e Romani) e poi tra l’Anatolia (attuale Turchia) e l’Altopiano iraniano della provincia di Khorasan e, probabilmente dall’Egitto o dall’Anatolia, è arrivato in Puglia, già prima della fondazione di Roma, introdotto da gruppi di coloni greci.

Le caratteristiche del Khorasan “SANTACANDIDA®

Il merito di Tommaso Carone è stato di coinvolgere numerose aziende agricole “biologiche” pugliesi e lucane nella produzione dell’antichissimo – e autoctono da oltre duemila anni – Khorasan, realizzando così una filiera controllata che parte dalla campagna, arriva nei mulini e da qui, sempre sotto attento controllo, va o alla distribuzione, in particolare dai fornai artigiani, anche del Nord Italia e all’ Europa, o nei pastifici artigianali prescelti. Ma il merito dell’ing. Carone è stato soprattutto quelli di aver saputo rilanciare con intelligenza – per ora in Puglie e in Basilicata – questo grano meraviglioso, superiore per caratteristiche qualitative al Senatore Cappelli e ai suoi attuali eredi, lontanissimo dai glifosati e da altri prodotti chimici molto usati nel Nord America (tanto che l’acquisto italiano del grano dal Canada si è negli ultimi tempi più che dimezzato). Dalle analisi compiute, la semola del Khorasan biologico italiano “SANTACANDIDA®” risulta ottima per produrre la pasta e la semola rimacinata e la sua farina danno pani, pasta fresca, pizza, biscotti, taralli e dolci di grande qualità e bontà, oltre che di facile digeribilità, cosa questa di rilevante importanza, anche per chi soffre di lievi allergie e intolleranze, anche se, come tutte le farine, non è adatta ai celiaci, contenendo il’9,80% di glutine secco (il grano duro ne ha l’11,60%) La pasta prodotta con questa farina ha, per fare un esempio, elevati valori di selenio (210 mcg su 100 g contro i 23 mcg del grano duro), potassio (439,50 mg contro i 272,50 del grano duro), magnesio (158 mg contro i 93 del grano duro), calcio (38 mg contro 13), ferro (3,90 mg contro 0,10) e fosforo (422,20 mg contro 355).

Sono sufficienti questi dati per capire l’alto valore del Khorasan biologico italiano “SANTACANDIDA®”, che sta diffondendosi sempre più col duplice risultato di migliorare di molto la qualità del nostro cibo, valorizzando nel contempo la cerealicultura del Mezzogiorno d’Italia che, assieme all’olivicoltura, alla vitienologia, all’allevamento bovino e ovino e all’orticoltura sta crescendo ormai da anni, diventando uno dei punti forti dell’economia agroalimentare italiana, contribuendo a produrre veri posti di lavoro e a risolvere i problemi di molte famiglie del Sud Italia. E, sull’esempio di Tommaso Carone, che sta facendo conoscere all’Italia il Khorasan della Puglia e della Basilicata, è augurabile che altri grani antichi, come il Timilia siciliano, possano trovare intelligenti imprenditori per dar vita, anche nel settore cerealicolo, a un vero, serio e autorevole made in Italy, per valorizzare al meglio e in modo completo l’agroalimentare italiano, dal seme al campo e alla tavola.

 

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